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Negato l’accesso al cane-guida: sventura per un non vedente in parco acquatico nel siracusano

Un recente episodio di discriminazione ha messo in luce le sfide che le persone con disabilità affrontano ancora nel 2023. Salvatore Cocciro, un non vedente di Ispica, si è ritrovato nell’amaro scenario in cui il suo cane-guida, un fedele compagno che rappresenta i suoi occhi e gli offre un grado di indipendenza, è stato vietato l’ingresso in un noto parco acquatico nel Siracusano.

La vicenda è accaduta il 19 agosto scorso, giorno in cui l’uomo volava trascorrere una giornata all’insegna del relax con la moglie, le figlie e gli amici. Il suo cane-guida, addestrato appositamente e in regola con tutte le normative vigenti, è stato tuttavia respinto all’ingresso del parco. Nonostante le disposizioni legali che sanciscono il diritto di accesso a persone non vedenti accompagnate da cani guida in luoghi pubblici e privati, il personale del parco ha citato il regolamento interno per negare l’ingresso al fedele animale.

Nonostante Cocciro abbia cercato di risolvere la situazione in modo pacifico, la direttrice del parco ha confermato il rifiuto senza neanche ascoltare le ragioni dell’uomo.

In una lettera, l’uomo racconta: “Ha categoricamente escluso l’ingresso del mio cane nella struttura adducendo come giustificazione la previsione del regolamento interno del parco in merito agli animali, liquidando seccamente la mia richiesta come inammissibile e ipotizzando, senza la minima conoscenza dell’animale in questione (che non è un semplice animale da compagnia ma è appositamente addestrato anche a trattenere i bisogni quando in servizio con indosso la pettorina), che lo stesso avrebbe potuto creare problemi di igiene (non è mia abitudine far entrare il cane in acqua neanche al mare) o di disturbo della quiete all’interno del parco (problema facilmente e tempestivamente risolvibile se mi fosse stato richiesto l’uso della museruola, anche se per inciso il cane a norma di legge ne è esonerato)”.

Pertanto Cocciro ha presentato una denuncia formale alle autorità, in quanto intende intraprendere azioni legali per far valere i propri diritti, ed afferma: “Con la mia denuncia intendo portare all’evidenza le problematiche che un portatore di handicap è costretto ad affrontare, ancora nel 2023, a causa della mancata conoscenza delle norme in materia ma anche e soprattutto dalla mancanza di sensibilità e di umanità che l’episodio accaduto testimonia con chiarezza”.

Si spera che questo caso possa contribuire a promuovere una maggiore consapevolezza e comprensione per le sfide affrontate dai portatori di handicap e a favorire un cambiamento positivo nella società.

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